giovedì 26 dicembre 2013

lunedì 23 dicembre 2013

El Corte Gioia del Colle

A Violet Pine live - Noël Boutique

Musica e concerti
A Violet Pine live - Noël Boutique
Dopo il successo di "Sweet November" arriva per Voi... "Noël Boutique"!
I lunedì musicali del Pub El Corte continuano anche a Dicembre, tra suoni che fanno dell'eleganza e della raffinatezza il loro leitmotiv, proprio come in una boutique d’antan, in cui trascorrere piacevolmente un pezzetto del vostro tempo natalizio.
2 voci femminili e 2 maschili, una talentuosa cantautrice e 3 band dall'avvenire luminoso.
"Noël Boutique" è un evento organizzato da SIC! ProgettAzioni Culturali!

• 23 dicembre 2013 •
A VIOLET PINE
Un originalissimo e riuscito mix tra le sperimentazioni suadenti dei Radiohead, il synth pop dei Depeche Mode, ritmi trip-hop, suggestioni new wave ed accenni rumoristici alla Nine Inch Nails. Il tutto irrobustito da un live in cui A Violet Pine presentano l'album "Girl" nella forma di power-trio che affonda le radici negli anni novanta ma si proietta verso un futuro magmatico, mutevole e visionario.
http://avioletpine.blogspot.com

L'ingresso è libero! Si consiglia la prenotazione al 3921422306.

El corte pub, via Ricciotto Canudo, angolo via Caputo (nei pressi dell'ufficio postale), Gioia del Colle (BA).
Gioia del Colle (Bari)
El Corte
ore 22:00
ingresso libero
Info. 3921422306 
(clicca per ingrandire)

martedì 17 dicembre 2013

Prossime date live su MUSIC CLUB

A VIOLET PINE

Bio:
A VIOLET PINE Presentano GIRL Etichetta; Seahorse Recordings Distribuzione; Audioglobe "Dietro l'enigmatico nome di A VIOLET PINE si cela un power-trio che mescola melodie grunge, ritmi trip-hop e sovrapposizioni elettroniche con un sottofondo dalle velate atmosfere new wave. La band, che dal vivo rimane saldamente ancorata ad una classica struttura rock (chitarra-basso-batteria), crea un magma elettrico-emotivo assolutamente originale, per un sound dotato di propria definita identità che sfugge da ogni possibile categorizzazione. Non un insieme di citazioni ma una vera rock band del 21° secolo … " BIOGRAFIA Il progetto A Violet Pine nasce nel 2010 da un'idea di Beppe Procida(voce, chitarra, synth) e si completa poco dopo con l'ingresso di Paolo Ormas(Batteria, sequencer) e Pasquale Ragnatela(basso, piano, seconda voce). La band – che vanta una lunga esperienza live e diversi lavori discografici con precedenti formazioni(Abplesya, Orient Express, Vipida) – è subito impegnata in numerosi concerti nonché nella produzione dei brani che andranno a comporre il 1° album ufficiale. L'intenzione musicale di A Violet Pine è in contrasto con se stessa; il marcato uso di sintetizzatori, sequenze, timbriche contemporanee unite al tocco “umano” delle chitarre sfocia in sonorità che abbracciano trip-hop, post-rock e new wave in egual misura. I testi, in lingua anglosassone, raccontano esperienze e sensazioni di vari protagonisti illusori i quali parlano sempre in prima persona. Un magma elettrico ed emotivo per un sound dotato di una propria definita identità che sfugge da ogni possibile categorizzazione.www.avioletpine.com

Live di A Violet Pine




mercoledì 11 dicembre 2013

La recensione di GIRL su IMPATTO SONORO

da http://www.impattosonoro.it/2013/12/09/recensioni/a-violet-pine-girl/


Eleganza, intimità, minimalismo. Queste sono le immediate (e piacevoli) sensazioni provate ad un primissimo e fugace approccio con “Girl”, esordio del terzetto composto da Beppe Procida (voce, chitarra e synth), Paolo Ormas (batteria e sequencer) e Pasquale Ragnatela (basso, piano e seconda voce).
E l’impressione di aver (finalmente) di fronte qualche cosa di particolare e peculiare risulta confermata ascolto dopo ascolto, traccia dopo traccia da sonorità garbate, avvolgenti e ricercate a base di dub, trip hop, new wave e prog rock, con nessuna che però prevale sull’altra e con il tutto ben amalgamato anche grazie a rimandi stilosi e prettamente esterofili quali Massive Attack, Radiohead e Depeche Mode. Le uniche pecche sono una qualche sbordatura di troppo qua e là con l’elettronica a prevalere in maniera troppo spinta sul resto, come nel finale di“Sam” e “25 mg of happiness”, pezzi che finiscono così con l’essere un po’ imputtaniti dal troppo marcato make up sonoro.
Non dispiace affatto poi l’idea di abbinare, ad un sound pulito e nitido come quello proposto in “Girl”, un cantato quasi sempre sussurrato. Questo deve però essere curato maggiormente e soprattutto variato di più; infatti, se anche in qualche momento o traccia (“Family” su tutte) appare ben inserito nel contesto, così com’è a lungo andare risulta un tantino piatto e monocorde, apparendo fin da subito ed in maniera piuttosto evidente come l’aspetto principale su cui lavorare, as soon as possible. Altro suggerimento lampo: se si vuole continuare a cantare in inglese, decisione assolutissimamente condivisibile, è necessario lavorare forte pure sulla dizione.
Buona la prima, dunque. Anche se spazio per migliorare e crescere ce n’è ancora parecchio.

lunedì 9 dicembre 2013

Il brano "Pathetic" presente nella compilation Frequenza d'Impatto Volume 3

Frequenza d'Impatto Volume 3 - by iThink Magazine e Clap Bands Magazine



Ritorna Frequenza d'Impatto, la compilation promossa daiThink Magazine quest'anno giunta alla terza edizione e prodotta in collaborazione con Clap Bands.
Il Volume 3 raccoglie sedici brani di altrettanti artisti/band incontrati/recensiti/sviscerati attraverso gli articoli e le interviste dei nostri rispettivi magazine nel corso di questo 2013.
Le sedici tracce spaziano dal cantautorato al punk, dal noise all'elettronica, dalla new wave alle varie sfaccettature del rock.

Questa la tracklist e gli artisti coinvolti:

1. Carmelo Amenta - Una canzone d'amore
2. WakeUpCall - Let you go
3. Sakee Sed - Metal Zoo
4. Madame Blague - Sweet Colors
5. Alessandro Romeo - La Casona
6. Dawn To The Clouds - On Your Lips
7. Mojo Filter - Beautiful June Day
8. La Laite - Tre Lune
9. Ugo Moscato - Le Ragazze di Figures
10. Francesco Renna - La Notte,Chiara
11. Long Hair in Three Stages - Summer Breeze
12. A Violet Pine - Pathetic
13. Di Viola Minimale - Di Cobalto e Di Viola
14. JoyCut - Wireless
15. 2Pigeons - Ikarus
16. Won - Helsinki

Frequenza d'Impatto Volume 3 è COMPLETAMENTE GRATUITA escaricabile qui  in formato zip contenente, oltre le tracce audio, il booklet con tutte le informazioni sugli artisti presenti.

giovedì 5 dicembre 2013

Articolo su Puglia Spettacoli ed Eventi

da http://www.pugliaspettacoliedeventi.com/2013/11/a-violet-pine-in-concerto-in-puglia-da.html#.Uou3IdJHRJN

Un gruppo nuovo, pugliese e innovativo presenta il suo primo disco nei clubs pugliesi. Recensioni entusiaste e musica degna del miglior club Berlinese. Andare a sentirli è un imperativo. Date da Novembre a Marzo!


martedì 26 novembre 2013

La recensione di Girl sul magazine La Caduta

RECENSIONE: A Violet Pine - Girl

image
Un “pino viola” tra ballad ed elettronica. Qui si collocano i Violet Pine,  complesso del sud Italia (Barletta), nato nel 2010 e giunto presto all’attenzione di gran parte della critica musicale. Il loro album, Girl, si apre con Pathetic, assai tenebrosa e dalle melodie inquietanti, con arpeggi di chitarra che addensano ancora di più l’atmosfera. La batteria incede poi a ritmo molto più serrato nel secondo brano, la titletrack, al centro anche di un videoclip, dove tante immagini si rincorrono in un groviglio che dà l’apparenza del sogno e dominato dall’inquietante figura di un orologio. Nella quarta canzone, And Then, si situa un confronto con la parte più smaccatamente dance dell’elettronica, sempre però sposata a loro stile e al loro messaggio. Le voci sono sussurrate, ma non manca un discreto gusto per la melodia. Grande sembra il debito delle linee vocali verso i Radiohead, specialmente nella settima traccia Sleep. Sul fronte strumentale, invece, la tendenza è alla linearità dei ritmi, in quel modo di concepire la musica elettronica tipico dei Joy Division.
In Family è grande la sopresa per un ingresso inaspettato di piano e chitarra acustica, che si mescolano in quella che potrebbe sembrare una ballata, ammiccando anche all’ ambient ( vedi Sigur Ros) grazie a suoni di percussioni con molto riverbero che ne tratteggiano lo sfondo. Troveremo gran parte di queste caratteristiche anche nella traccia otto, Sam. Ecco però ritornare forti i synth in25 mg Of Happiness, dove forte è l’eco dei Tangerine Dream. Sembra molto povero di sostanza invece il nono pezzo Fragile, sia per le scelte timbriche che per la costruzione armonica (salvo poi fortunatamente un brusco cambio nella parte finale). Stranamente, il brano finale dell’album è molto solare, profilandosi per questo aspetto specularmente opposto alla prima traccia. Che ciò sia voluto oppure no,Pop Song For Nice People è comunque un buon modo per finire questo disco, una sorta di riassunto dello stile di questo gruppo, che non merita di passare inosservato.

75/100

venerdì 22 novembre 2013

A VIOLET PINE - WINTER TOUR 2013

A VIOLET PINE LIVE

22 Novembre - Piave 12 Cafè, Alberobello(Ba)
23 Novembre - Masseria Bellolio, Carovigno(Br)
6 Dicembre - Taverna Vecchia del Maltese, Bari
22 Dicembre - Ass.Culturale Spazio Arte, Santeramo(Ba)
23 Dicembre - El corte pub, Gioia del Colle(Ba)
26 Dicembre - Arci "Cafiero", Barletta(Bt)
28 Dicembre - Rock tha House, Trani(Bt)

martedì 12 novembre 2013

A VIOLET PINE su MUSIC ON TNT

da Music on Tnt
avioletpine.jpg
Artista/Gruppo:A violet pine
Titolo: Girl
Etichetta: Seahorse Recordings
Sito: www.seahorserecordings.com
Codice: srcd 071
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 10/11/2013
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt


Oramai i nostri lettori sanno che, se il disco in uscita porta il timbro della Seahorse Recordings, difficilmente si ritroverà di fronte ad un opera “qualsiasi”. Il tempo ci ha insegnato che la label partenopea è ormai da anni in grado di offrire un’invidiabile costanza qualitativa di reale impatto.

Fedele così alle premesse, oggi, ancora una volta, l’etichetta indipendente destina al fervente mercato questo nuovo Girl, full lenght sfornato da qualche mese dai Violet Pine, trio realizzato attorno agli ideali creativi di Beppe Procida, Pasquale Ragnatela e Paolo Ormas, abili ad interpretare le proprie illusorie narrazioni, attraverso strutture marcatamente trip hop-new wave.



Il platter, sviluppato su dieci tracce avvolgenti , si racconta attraverso un perfettibile approccio linguistico, che a tratti perde mordente rispetto allo scheletro sonoro di partiture riconducibili al mondo alternativo, proprio come dimostra Sleep , senza troppi dubbi tra le migliori tracce del disco, in grado di raccogliere venature Tom Yorke e spiriti NIN, tra iniziali rumorismi e giocose intuizioni tecno pop.
Il disco, pur destinandosi a moderare aperture armoniche (And then… ), riesce ad offrire convincenti echi di semplicità, proprio come viene a palesarsi in Family , in cui le note si ritrovano immerse da un angoscia intellettiva di un tempo trascorso, trascinando l’ascoltatore all’interno di una magnetica ed intrigante sfera sonica.

Il calore vocale trova poi il giusto valico in brani come 25mg of happiness , in cui le sensazioni Depeche Mode si schiudono su intuizioni alternative prima e trip hop poi, in grado di rivivere nella trance conclusiva di Sam e nell’asprezza di Pathetic . Non mancano infine sensazioni puramente new wave( Girl), spesso ridefinite da un andamento atmosferico e a tratti immobilistico, governato da un ottima bass line portante, al servizio di una struttura sonora che si contorce tra i colori sognanti di Even if it rain e gli intarsi sussurrati in space noise diFragile .

Un disco pertanto definibile come atmosferico intimista e blandamente radical chic, in grado di offrire un viaggio sonoro che non disdegna ottimali rimandi all’alternative dei primi anni 2000, qui armato di un ermetico e visionario songwriting.

La Recensione di "Girl" su Distorsioni.net

11 novembre 2013

A Violet Pine

GIRL 

2013 - Seahorse Recordings 
girlAscoltando il cd per la prima volta, com’è nostra abitudine, con estrema attenzione e senza essere condizionati dalla lettura di note stampa e dati autobiografici verrebbe da pensare che dietro il nome A Violet Pine si nasconda un one man band che fa tutto da solo tanto i suoni sono minimali e delicati. Non è così, A Violet Pine è un consolidato trio i cui componenti pur esprimendosi insieme in questo primo album hanno esperienze precedenti sia live che in altri gruppi dei quali hanno fatto parte. Beppe Procida (voce, chitarra e synth), Paolo Ormas (batteria e sequencer) e Pasquale Ragnatela (basso, piano e seconda voce), creano un amalgama interessante tra i suoni sintetici dei synth e dei sequencer e quello più umano delle chitarre e degli strumenti più tradizionali. La musica è un synth-pop delicato e suadente figlio principalmente degli anni novanta, ma proiettato verso il futuro e non c’è ombra del power trio dichiarato nelle note che accompagnano il cd. Forse dal vivo il gruppo potrà avere quella carica power (addirittura grunge!) annunciata che però in questo album non viene assolutamente rivelata e di cui non vi è traccia. E’ piuttosto un trip hop fururibile che la fa da padrone in questi dieci brani per un totale di quarantaquattro minuti narcolettici e sottofondisti non spiacevoli ma nemmeno da far gridare al miracolo.

a violet pine trioEd è naturalmente dura per ogni cantante muoversi in un dolente recitar cantando con un fil di voce sussurrato se non ti chiami Thom Yorke, e infatti il fantasma di quest’ultimo appare magicamente inSleep, forse il brano migliore che entra di diritto nella “Radiohead Corporation” per indolenza minimale di suoni e voci. E tra lievi reiterate percussioni, leggeri tocchi di pianoforte, eterei arpeggi chitarristici si crea un modus personale e particolare che vede in Girl,canzone che titola l’album, una delle cose più belle, insieme al brano che apre il disco Pathetic e a Fragile che sferza il suo finale con ondate sintetiche che sfumano nel nulla. Ma nonostante la piacevolezza dei singoli brani c’è, purtroppo, il concreto rischio di cadere nel soporifero a causa del cantato sospirato e ostinatamente sussurrato sempre uguale e monocorde per tutta la durata dell’album facendolo diventare un disco più da sottofondo che non da massima attenzione. Buona la conclusione con l’accattivante “samba” trasversale Pop song for nice people che chiude dignitosamente un prodotto di nicchia che piacerà agli appassionati di certo trip hop e a chi ricorda alcune cose del Gary Numan anni ottanta più delicato ed etereo. Il cd contiene anche il video di Girl Il brano che dà il titolo all’album.
Maurizio Pupi Bracali
uscita: 15 aprile 2013


venerdì 1 novembre 2013

Intervista su Musicalnews

Passione e duro lavoro nell’universo post-rock. L’intervista su Musicalnews agli A Violet Pine in occasione del nuovo album Girl 
Il 2013 vede l'entrata in campo di una nuova formazione: i A Violet Pine, tra Cure e Radiohead. Nella intervista, tanti consigli per le nuove leve e gustose curiosita' relative al nuovissimo album Girl.
Il 2013 vede l'entrata in campo di una nuova formazione: i A Violet Pine, tra Cure e Radiohead. Nella intervista, tanti consigli per le nuove leve e gustose curiosita' relative al nuovissimo album Girl.

Il progetto nasce dal connubio di un’idea di Beppe Procida con l’esperienza di Paolo Ormas e Pasquale Ragnatela. Intessendo tetre atmosfere dark-wave, evanescenti sonorità post-rock, e dosi massicce di armonie psichedeliche, la ricchezza del quadro finale salta agli occhi al primo ascolto. Musicalnews ha intervistato per voi i membri della band, adesso che è disponibile a tutti il nuovo album “Girl”, registrato da Seahorse Recordings e distribuito daAudioglobe .

D: Inizierei col dire che siete tutti veterani del mondo musicale. Cosa potete dirci delle vostre esperienze precedenti a questa formazione, e quanto ha inciso tutto questo sul nuovo “A Violet Pine”? 
R: “Abbiamo tutti e tre diverse esperienze musicali alle spalle con altri vari gruppi. Paolo suonava negli Orient Express in ambiente stoner e psichedelico, ed attualmente rivisitazioni di classic rock con i Rainbow Brigde; Pasquale era il cantante ed il bassista dei Vipida, nel grunge, ed io (Beppe) nel genere post-rock con gli Ablepsya. Nel 2010 è nato questo nuovo progetto dove cerchiamo di confluire tutte le esperienze passate ma in un'ottica nuova e del tutto differente.

D: Uno dei punti di forza di “Girl” risiede sicuramente nelle sonorità evocative. In che modo si arriva a questi suoni, e come si articola il vostro processo di composizione?
R: Il nostro processo compositivo è in realtà abbastanza diverso da quello adottato da molte band. Utilizziamo molto la Rete per scambiarci spunti, idee e piccole registrazioni. Solitamente arriviamo in sala prove con il brano completo all' 80%. Questo modo di agire limita i tempi morti, e ci stimola a concentrarci maggiormente sulle particolari sonorità che fanno da sfondo al nuovo album.

D: Domanda di rito. Quali sono i vostri artisti preferiti e quindi le vostre influenze musicali?
R: 
I nostri artisti preferiti sono CureMassive AttackRadiohead,Motorpsycho per matenerci sul vago.
Poi ognuno di noi ha delle preferenze; ad esempio Pasquale è un amante della musica classica, Paolo della psichedelia degli anni settanta.

D: Su quale singolo tratto da “Girl” avete deciso di far convergere la maggior parte dello sforzo commerciale?
R:
 Abbiamo deciso di puntare su Girl che è anche il titolo del disco. Crediamo che in questo brano siano presenti un po' tutte le sfumature che compongono la nostra musica. Abbiamo realizzato un video che si sposa molto bene con quel tipo di atmosfere, è presente su Youtube ed è stato girato da Ruggiero Scardigno e Massimiliano Dicorato della Rumax Filmakers. Ultimamente abbiamo realizzato anche un secondo video promozionale per il brano “Sleep” , dove molto semplicemente suoniamo all’interno di un garage.

D: Reputate più importante pubblicare un buon album, o la priorità è tutta per l’esibizione live?
R: 
Difficile dare una risposta, perché sono entrambi importanti per una band. Oggigiorno il concerto è l'unica maniera per vendere qualche copia, ma è anche vero che spesso il live e il disco sono due cose molto differenti. Nel nostro caso nel live siamo molto più fisici, mentre il disco risulta più "da viaggio". Sono due aspetti della band che tendiamo a differenziare anche perché l'ascolto avviene in stati d'animo e situazioni mentali differenti tra loro.

D: Siete riusciti ad incidere un album e a divenire musicisti affermati. Questo percorso vi ha regalato più gioie o dolori?
R: 
È una soddisfazione. Poter toccare con mano la prova tangibile tuo lavoro come artista è sempre un gran cosa. Poterla condividere e presentare in giro è qualcosa di ancor più gratificante che la quantità di persone ad apprezzarla veramente.

D: Un commento alla situazione attuale della discografia italiana ?
R:
La discografia italiana è un'illusione. Crediamo che esistano i colpi di fortuna e la congiunzione astrale. La qualità e il talento non bastano quasi mai. Solo il duro lavoro e la caparbietà a volte pagano.

D: Sogni nel cassetto e progetti futuri?
R:
 Far subito un altro album e riuscire a portare il nostro progetto all'estero, dove esistono luoghi più ricettivi al nostro tipo di sonorità. Ci stiamo lavorando e non è detto che in futuro troppo lontano non riusciamo ad organizzare un tour in Germania o in Belgio.

domenica 20 ottobre 2013

Nuova recensione di "Girl" su Raw & Wild

da Raw & Wild
Reviews - A Violet Pine
:: A Violet Pine - Girl - (Seahorse Recordings - 2013)
Basi elettroniche scorrono come scandite da sintetici giri armonici dai sentori dub e una voce appena sussurrata, inquieta, per i primi due minuti circa, creando scenari introspettivi che ad un certo punto svoltano proprio dove dovrebbero, dove vorresti, in cori appena sussurrati e vibrazioni rilassate e più distese; sto ascoltando “Pathetic”, la prima delle dieci tracce dell’album degli “A Violet Pine”, sperimentale band pugliese (ma che per me potrebbe essere tranquillamente sbarcata da Bristol!) alle prese con il loro debut dal titolo “Girl”. Un album fondamentalmente umorale che tende al chiaroscuro e alle sfumature che ne comporta, distinguendosi così dal più classico trip-hop che tende di solito a rallentare le melodie nel tentativo di creare un sound cupo e pesante. Che poi si tratti di new wave piuttosto che di trip-hop, più elettronica e meno post-rock è difficile da stabilire, c’è di fatto che lo stile compositivo degli A Violet Pine è riconducibile solo agli A Violet Pine e alla buona musica che hanno masticato e a cui si sono ispirati. “Girl” è la traccia che dà il titolo al full length, oltre ad enfatizzarne l’intera essenza noir con tutto il fascino che ne consegue; la crescente tensione del pezzo è dovuta ad un calibrato incedere di strumenti “tradizionali” con le sonorità elettroniche in un gioco di furbi riempimenti, stessa atmosfera che ritroviamo in “Sleep”, traccia coinvolgente che allo stesso tempo disorienta per l’improvviso cambio di registro, a mio avviso la traccia più intrigante dell’album. Chiari riferimenti al post-rock nei brani “And Then” e “25mg Of Happiness” danno spazio a voci più distese e ritmi sempre più scanditi da batteria e chitarra, la malinconica “Family”, impreziosita da un’intima chitarra che accompagna la voce di Beppe Procida e dalla eleganti e discreti suoni della tastiera, ci mostrano una delle tante nature dei versatili A Violet Pine… cosa ci deve aspettare da quest’album? Sicuramente un coinvolgimento umorale a trecentosessanta gradi! “Girl” è un album originale, ben realizzato, dal booklet alla realizzazione del video ufficiale della title track, un “trip” che non può lasciare indifferenti.
voto: 8,5/10
sara centaro

Contact:
www.avioletpine.com

sabato 5 ottobre 2013

giovedì 3 ottobre 2013

A VIOLET PINE su ROCKERILLA(Settembre)

Trio italiano al debutto che mescola post-rock, trip-hop e tetre atmosfere dark wave, il tutto espresso tramite l'idioma anglofono. Gelide atmosfere sospese in un livido spleen esistenziale si posano sulle tracce suonate dalla band, che mostra di sapersi destreggiare in un nomade eclettismo.


mercoledì 25 settembre 2013

Girl: l'album d'esordio dei Violet Pine

Un progetto tutto italiano del giovane trio poliedrico pugliese

di Ilaria Galiano
10Set2013
    Girl: l'album d'esordio dei Violet Pine
    Talora accade che un album sfugga ad una precisa classificazione, “accorpando” diverse influenze musicali.
    Girl”, con cui hanno esordito i Violet Pine, è uno di questi album, che fa delle mescolanze di generi differenti e della sperimentazione il suo leit motiv.
    Trip hop, grunge, sovrapposizioni elettroniche ed atmosfere new wave, su una tipica base rock, sono infatti gli ingredienti di questa ricetta musicale tutta italiana, per quanto i testi dei brani siano in inglese, nata da un trio di Barletta.
    Beppe Procida (voce, chitarra e synth), Pasquale Ragnatela (basso, piano e seconda voce), e Paolo Ormas (batteria e sequencer) si sono trovati insieme dopo le personali esperienze musicali, creando un sound assolutamente originale, dotato di una propria identità.
    “Girl”, uscito per la Seahorse Recordings, è così assurto a grande contenitore nel quale il trio ha riversato idee e tensioni trasformandole in sonorità che spaziano tra suoni sintetici, chitarre ed atmosfere velate.
    Il risultato? E’ un sottile fil rouge che congiunge la sfera emotiva della band a quella del pubblico, che si lascia coinvolgere, evadendo con la mente.

    Da ascoltare.

    martedì 17 settembre 2013

    OnLine il NON VIDEO di "SLEEP"

    "Sleep" è il secondo singolo estratto da "Girl" - il 1° album di A Violet Pine uscito a Maggio 2013 per la Seahorse Recordings/Audioglobe

    Filmed by
    Ruggiero Scardigno - Massimiliano Dicorato


    lunedì 9 settembre 2013

    Intervista su Sport Vicenza

    Intervista con A Violet Pine da Sport Vicenza

    A Violet Pine sono Beppe Procida (voce, chitarra, synth), Paolo Ormas (Batteria, sequencer) e Pasquale Ragnatela (basso, piano, seconda voce). Da poco è uscito il loro album “Girl”… ed ecco l’intervista gentilmente rilasciata…

    Come si sono formati gli A Violet Pine?
    A Violet Pine e' partito come un progetto solista del sottoscritto (Giuseppe Procida – voce e chitarra) ma poi si e' sviluppato ed e' cresciuto con l’ingresso in formazione di Paolo Ormas alla batteria e sequenze e Pasquale Ragnatela al basso, cori e pianoforte.

    Con quale criterio avete scelto le canzoni da inserire nel vostro primo album?
    Abbiamo prodotto decine di canzoni prima di selezionare le dieci tracce presenti nel disco. Le abbiamo scelte secondo criteri che seguono la coerenza sonora, il mood che le accomunava e la loro fluidità nell’ascolto.

    Ci sono state delle canzoni rimaste nel cassetto?
    Si, decine di pezzi, di idee, di testi. Magari qualcuna la includeremo in un prossimo lavoro o pubblicheremo un disco di b-side

    Quando scrivete le vostre canzoni vi piace prender ispirazione anche dal cinema, dalla letteratura e dall’arte in genere?
    Sinceramente in fase compositiva il catalizzatore è il ritmo, il nostro sound e le idee comuni che potrebbero funzionare e creano un entusiasmo generale tra noi tre. Siamo amanti di tutte le forme di arte, dal cinema all'arte visiva, dalla letteratura al teatro, ma quando entriamo in sala prove il nostro cuore batte solo per la musica.

    Cosa vi piace e cosa meno, dell’attuale panorama canoro?
    La cosa che generalmente apprezziamo e' che la musica non si ferma mai, in qualsiasi forma o genere essa venga prodotta. Ultimamente si stanno aprendo strade fortunate per persone davvero talentuose ed e' giusto che artisti qualitativamente validi vengano premiati in tal modo.
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    Quando si scrive un pezzo è importante cercare di farlo utilizzando colori diversi rispetto ad altri artisti?
    Dipende da quali artisti. Se la domanda fa riferimento ad artisti con cui si e' cresciuti e che hanno influenzato il percorso musicale personale di ognuno, direi che quell'influenza e' quasi impossibile da estirpare, se invece vogliamo riferirci ad altri che contemporaneamente a noi, fanno musica, direi che non ha importanza. Ognuno e' libero di esprimersi come meglio crede, anche se il risultato presenta punti in comune con altri gruppi.

    Quanto conta per voi l’aspetto live del vostro lavoro?
    Il live e' molto importante per il nostro progetto. ci consente di approcciarci in un modo più convenzionale ai nostri pezzi proponendoli quindi in una chiave più rock.

    Credete ci sia una sorta di continuità tra band di ieri e gruppi di oggi?
    I gruppi del passato hanno reso possibile l'apertura di nuove strade musicali, la loro musica o la loro influenza sarà sempre viva e quindi presente.

    Poesia e musica. Quali trovate siano i punti di contatto?
    Sono arti che convivono benissimo, anche se i tempi, i linguaggi ed i modi di esprimersi cambiano.

    Cosa vi piace particolarmente del linguaggio musicale?
    Il linguaggio musicale è un linguaggio universale ed è splendido perchè non ha limiti.

    In genere, quando scrivete un testo, guardate al passato, al presente o al futuro?
    I testi presenti nell'album parlano per lo più al presente, di situazioni, sensazioni ed episodi che i protagonisti immaginari provano.
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    Quali sono i vostri artisti preferiti?
    I nostri artisti preferiti sono tanti; Cure, Massive Attack, Radiohead, Motorpsycho solo per citarne alcuni. Poi ognuno di noi ha delle preferenze; ad esempio Pasquale è un amante della musica classica, Paolo della psichedelia degli anni settanta.

    Secondo voi, in Italia, ci sono molti giovani sottovalutati?
    In Italia c'è un fermento musicale raro. Ci sono tantissimi artisti validi, con idee originali, che non hanno paura di osare e sperimentare. Non sono secondo noi sottovalutati, ma non hanno sufficientemente spazio per esprimersi.

    Qual è il vostro rapporto con la tecnologia applicata alla musica?
    In questo disco abbiamo provato ad inserire sintetizzatori e batterie elettroniche, esperienza che mancava nel nostro bagaglio e, fortunatamente, siamo soddisfatti del risultato. La tecnologia indubbiamente ha facilitato in maniera esponenziale la possibilità di produzione musicale, ma non bisogna mai dimenticare i legni...

    Per chiudere, c’è qualcuno che vi va di ringraziare per la riuscita di questo vostro album?
    Vogliamo ringraziare innanzitutto Voi per l'intervista e l'attenzione posta al nostro lavoro. Un grazie immenso va a Ruggiero Scardigno e Massimiliano Dicorato per aver realizzato il videoclip ufficiale del singolo “Girl” e il booklet del disco. Ancora, ci teniamo a ringraziare Paolo Messere della Seahorse Recordings per aver creduto nella nostra musica, Beppe Massara per aver realizzato il mastering, Luca Ormas per le consulenze audio.

    Per ulteriori info:
    http://avioletpine.blogspot.it/

    www.lunatik.it

    Intervista su Le Idi di Marzo

    da Leididimarzo

    Intervista/ A Violet Pine: “La musica per noi è una passione, non un mezzo di sostentamento. Per questo perseveriamo nella cura di pezzi nostri e non ci dedichiamo alle cover”

    A VIOLET PINE, un trio che mescola post-rocktrip-hop ed elettronica con un sottofondo dalle velate atmosfere new wave. Un magma elettrico ed emotivo per un sound dotato di una propria definita identità che sfugge da ogni possibile categorizzazione. Hanno da poco presentato “Girl” e questa è la nostra intervista. Buona lettura!
    “A Violet Pine”,  nati da un’idea di Beppe Procida e  al quale si sono uniti ben presto Paolo Ormas e Pasquale Ragnatela. Un trio che ripercorre il sound della new wave, strizzando l’occhio al trip-hop e al post-rock. Quali sono le vostre esperienze artistiche precedenti e come questa gavetta ha influenzato il progetto “A Violet Pine”? 
    “Abbiamo tutti e tre diverse esperienze musicali alle spalle con altri vari gruppi. Paolo suonava negli Orient Express, band devota all’ambiente stoner e shoegaze, Pasquale era il cantante ed il bassista di un gruppo grunge ed io suonavo post-rock. Nel progetto A Violet Pine abbiamo creato una sorta di comnistione di generi, aggiungendo una sfumatura, per tutti e tre nuova, che è l’elettronica”.
    Il vostro esordio discografico “Girl” è frutto di un lavoro accurato, di ricerca sonora e racconto paradossale di un futuro possibile. Le sonorità cupe, intervallate dall’uso sistematico del sintetizzatore come mezzo per un distacco dalla realtà,  rimandano  l’ascoltatore a visioni alienanti. Ecco, cosa volete raccontare veramente con questo album? Ci sono dei riferimenti artistici che hanno influenzato l’elaborazione (letterari, cinematografici, etc)?
    “L’album non ha uno scopo di raccontare qualcosa di preciso. Le interpretazione che gli si possono attribuire sono del tutto personali da parte dell’ascoltatore. Ad essere sinceri è stata una sorta di prova, di sperimentazione personale da parte nostra. I pezzi sono unicamente frutto dei nostri gusti musicali comuni, senza un significato o uno scopo ben preciso. Semplicemente ci piacevano in fase di composizione”.
    Di difficile catalogazione, il vostro lavoro riesce a ricreare atmosfere degne di un fantasy giapponese in cui c’è uno scontro finale tra uomo-macchina. Ma fondamentalmente siete un gruppo rock di formazione classica (chitarra, basso, batteria): quanto vi ha aiutato l’elettronica nel vostro intento? Oggi, “l’ascoltatore medio” alla parola “elettronica” sembra capire unicamente “dubstep”: qual è lo stato di salute dell’elettronica? Voi, dentro e  fuori dall’Italia, chi ascoltate?
    “Forse bisognerebbe guardare l’elettronica come un elemento ormai alleato nella vita quotidiana, in questo caso della musica, e non un mezzo con cui scontrarsi. Come già detto, per noi inserire sintetizzatori e batterie elettroniche è stata una sorta di prova che fortunatamente ci è piaciuta. Ci sono molti artisti molto migliori di noi nell’uso dell’elettronica in musica anche in Italia. Gli artisti che ascoltiamo, affini all’elettronica sono ben pochi, Massive AttackRadioheadMoby, solo per citarne alcuni”.
    La copertina del vostro album è davvero molto evocativa, quasi cinematografica: vi è rappresentato un uomo seduto su una sedia, quasi abbandonato a se stesso e con un orologio nella mano destra.  Ci sono tutti i segni di una disfatta, alienazione e solitudine morale. Cosa volete raccontare con questa copertina, chi ha realizzato le fotografie presenti nel libretto allegato al cd?
    “In realtà la copertina, da noi è stata interpretata come un uomo che aspetta pazientemente che ciò che desidera arrivi. Qualcosa di bello, qualcosa che lo faccia stare bene. Le fotografie sono state realizzate da due amici molto validi che sono Ruggiero Scardigno e Massimiliano Dicorato, i quali hanno anche realizzato il video del singolo”.
    Lavorate su materiale inedito e questo, soprattutto in Italia, denota non poco coraggio: spesso le band optano per la via delle cover a vita e vengono preferite, dai gestori di locali, ai gruppi che invece tentano di dar vita a qualcosa di proprio. 
    “La musica per noi è una passione, un mezzo per tirar fuori ciò che sentiamo ed esprimerci, e non un mezzo di sostentamento. Per questo perseveriamo nella cura di pezzi nostri e non ci dedichiamo alle cover. Se arriva un concerto, ben venga”.
    Forse è ancora presto per parlarne: siete già al lavoro su qualcosa di nuovo? Pensate di discostarvi dall’elettronica per il vostro prossimo capitolo musicale?
    “Su quest’ultima domanda ci teniamo un attimino in riserva :) Grazie per l’intervista e per la vostra attenzione al nostro lavoro. Buon lavoro”.

    giovedì 29 agosto 2013

    A VIOLET PINE live 31 AGOSTO

    FESTA DELLA MUSICA 5^edizione -ARCI C. Cafiero 
    Barletta(Bt)
    https://www.facebook.com/events/611941975517000/


    RASSEGNA STAMPA

    "TURTLES" (2015 T.a. Rock Records)


    Turtles degli A Violet Pine, è un malinconico ritorno al passato, un passato di estatiche sonorità ben radicato nel presente, un qui ed ora proiettato verso un solido futuro che avrà sempre qualcosa da dire.

    shoegazinyourwaves
    I Violet Pine andrebbero ascoltati poichè sono i degni alfieri di un sound che, sfrondato dalle onanistiche altrui voglie di colpire ad ogni costo e dagli altrui atteggiamenti indie, resta per quello che è: viaggio decadente, onirico e malinconico. 

    Perkele
    "Turtles", si presenta con una veste nero pece dove l'ambiente scelto per esercitare la propria scrittura creativa è tappezzato di icone dark wave e ha l'odore acre di certe bettole post metal dove si allungano figure attoriali lente e tenebrose. 
    Un album solido, costruito intorno alle intuizioni chitarristiche ed inspessito dal magma di una sezione ritmica degno di Cure e Sisters of Mercy. Un amico strano, sinistro, quasi antipatico ma che alla fine ci cattura sempre. 


    Musoscribe(Usa)

    Some very industrial sonic textures form the basis of this post-rock outing from the Italian trio. But don’t let that scare you off; the group’s original music is full of hooks and riffs that will hold your attention. Paolo Ormas‘ drums sometimes evoke mental images of the click-clack of a wooden roller coaster being drawn inexorably up a hill; the tension builds in these songs, and there’s a hypnotic undercurrent to all nine tunes. Splashes of electronic sounds are expertly placed into the arrangement in a way that adds intriguing texture to the songs. This one’s definitely worth your time.

    Darkroom Magazine
    Album dilatato ed atmosferico, "Turtles" viaggia principalmente su malinconiche ed ipnotiche pennellate chitarristiche prettamente influenzate dal post-rock di matrice italica, un'attitudine alternative rock decisamente depressiva e vocalismi caldi ed emozionali.


    I-Think Magazine

    "Turtles", il secondo lavoro del combo barlettano, si muove tra post-rock, new wave e azzeccati inserti noise-grunge, con massicce dosi di elettronica e addirittura si fa in due, con un'edizione remix. 

    Idealmente avvolti in una nube sulfurea che ne ammanta il suono di ossianica ieraticità, a due anni dal precedente “Girl” il trio A Violet Pine pubblica su etichetta T.a. Rock Records “Turtles”, nove tracce in cui convivono languori wave ed echi spettrali, disco gentile solo screziato da stratificate suggestioni elettriche, figlio di un’anima oscura e goticheggiante, di rigurgiti electro e di inserti rumoristici disseminati ad arte..

    La scena post rock si arricchisce di un altro album di spessore che potrebbe attrarre numerosi appassionati costantemente alla ricerca di sonorità nuove. 

    RAWANDWILD.COM
    Gli A Violet Pine non hanno lasciato nulla al caso curando tutto nei minimi particolari, un piccolo capolavoro targato Italy che difficilmente passerà inosservato per gli amanti del genere e non solo.
    Voto: 8,5/10


    Darkentries.be

    "Het zou me niet verbazen mocht David Gilmour zelve stiekem op deze plaat hebben meegewerkt" - 
    "Non mi sorprenderebbe se David Gilmour abbia segretamente partecipato a questo disco"

    Sicuramente non è un disco per tutti. E questa è solo che una nota positiva, perché i dischi “per tutti” sono abbastanza inutili dato che parlano a tutti, senza colpire l’intimità di nessuno.

    L’aspetto davvero peculiare è paradossalmente quello meno tangibile e calorico, ossia un cantato lo-fi, distaccato e che contrasta gradevolmente con sonorità sostanziose ed a presa pressoché istantanea....un secondo album che piace per la sua schiettezza e per una facilità d’ascolto notevole e ad impatto zero su credibilità e valore alla proposta degli A Violet Pine.

    Quaranta minuti di buona musica e ad altrettanto buoni spunti musicali che mostrano abilità e voglia di fare buona musica senza abbandonare le proprie convinzioni musicali. Credo che il riscontro sarà migliore del precedente e, se l’ascesa musicale si confermerà, potremmo aspettarci un bel futuro musicale per i “A Violet Pine”.

    Si respira un’atmosfera nebulosa ed oscura già dalle note di apertura di Turtles, il nuovo album degli A Violet pine. Atmosfere cupe che ricordano quelle del postrock e dello shoegaze anni 80, quando, ancora, ci concedevamo il lusso di crogiolarci e perderci nella graffiante malinconia di certa musica.

    Darkitalia.com (album del mese di Dicembre)
    Molte sono le emozioni che andremo ad abbracciare durante l’ascolto di “Turtles”, ed essenzialmente è questo quello che ci interessa provare quando abbiamo tra le mani un disco del genere, e gli A Violet Pine sono abili nel colpirci direttamente al cuore, senza orpelli di sorta od inutili artifici.

    Un album che non abbiamo timore di inserire nei meandri vastissimi del rock ma che suona new wave con un sottofondo dark, un pizzico di elettronica e synth che piacerebbero ai Depeche Mode e tanta emotività.

    Sono le storie tristi che rendono belle le storie, i libri, le canzoni.

    Reflection of Darkness
    ....it is a good album. One that lacks any kind boredom while keeping a pleasing undertone that circles above , one that feeds from a variety of styles and stylistics without losing a kind of acoustic texture. A moody one, full of contrasts and blurred edges. It is a tree that yearns for light while casting shadows...

    Music On Tnt
    Il disco, sin dal primo ascolto sembra volersi aprire a orizzonti estesi, ricchi di influssi surreali.

    Se siete amanti di sonorità che miscelano tra loro Rock, Elettronica, New Wave, prendendo a piene mani dagli anni ’80, “Turtles” è un album che fa al caso vostro, una release di ampio respiro che merita attenzione.

    Peek A Boo Magazine (Magazine e Web Magazine Belga)

    Give this warm and atmospheric album a chance and give it the necessary time, it undoubtedly crawls under your skin.
    Date a questo album atmosferico e accogliente il tempo necessario e senza dubbio striscerà sotto pelle.

    Kdcobain.it
    "Turtles" è un album che si fa ascoltare e riascoltare con piacere.

    ROCK-METAL.ESSENCE

    Ottimo il lavoro tecnico e compositivo del gruppo, con i musicisti sugli scudi agli strumenti e alle voci e tutti i nove brani scritti con palmo solido e ispirato, per circa quaranta minuti di musica di piacevole ascolto, varia, compatta, con un filo logico.

    Man on the Moon
    O que este disco nos oferece sem rodeios é um indie rock fulgurante, visceral infeccioso e incisivo, claramente marcado pela nostalgia dos anos oitenta, quase sempre envolvida numa embalagem frenética, embrulhada com vozes e sintetizadores num registo predominantemente grave, sombrio e ligeiramente distorcido.

    Ciò che questo album ci offre senza mezzi termini è un indie rock brillante, viscerale e contagioso incisivo, chiaramente segnato dalla nostalgia degli anni Ottanta, spesso coinvolto in un imballaggio frenetico, avvolto con voci e sintetizzatori in un registro prevalentemente basso, scuro e leggermente distorto.

    Rock Hard Italy
    E' un intrigante gioco di contrasti a caratterizzare il secondo lavoro in studio del terzetto denominato A Violet Pine: un cantato dai toni dimessi e dall'impostazione pacata trova infatti la propria antitesi in fraseggi di chitarra nervosi e graffianti, a disegnare un decadente universo sonoro ricco di sfumature e suggestioni malinconiche.

    Continua la ricerca e l’attenzione sonora degli A Violet Pine, capaci di infondere potenza ruvida ed essenziale, calibrata da un’elettronica di contrasto e incisa per relegare l’inutile al fondo e contrarsi sull’essenzialità in primo piano.
    Tra new wave rock anni ’80, ricordando la fragilità di Ian Curtis, i nostri confezionano un gran disco, sia dal punto di vista estetico, sia dal punto di vista musicale e di contenuti: l’acqua sostanza vitale accompagna e in fondo, solo in fondo un orizzonte da riscoprire.


    Rockshock.it
    ....Turtles, secondo album degli A Violet Pine, creatura sonora che degli anni '80 tira fuori la linfa più succosa, amara, grumosa, nove interpretazioni color pece che ammansiscono e tensionano - insieme - un pathos saturo di elettricità e poetica buia, tracce che graffitano l'ascolto, avvolgendo ogni cosa al loro passaggio.


    Rockit

    Un disco che presenta soluzioni stilistiche interessanti, curato in ogni sua componente e dal respiro internazionale....una manciata di canzoni concepite con un grado superiore alla media di lucidità e preparazione, amore per la musica e senso del pathos come definito nei riti misterici. Ciò che ne viene fuori è un disco maturo, ben suonato, prodotto e registrato. Avanti così.

    Distorsioni

    Un album oscuro di grande fascinazione dove chitarre come lame taglienti lacerano le trame dei tappeti di tastiere elettroniche, ma che hanno sotto sempre una “canzone” orecchiabile come molti dei maestri di un trentennio fa ci hanno insegnato. Un piccolo capolavoro che meriterebbe di essere conosciuto e apprezzato a livello internazionale.

    Tuttorock

    Un ottimo secondo lavoro per questa solida band, ritmo sempre solido e pulito, chitarre taglienti, voce che si inserisce come si deve nella trama musicale, merita sicuramente più di un ascolto.

    Distopic 

    “Turtles” è il secondo lavoro degli italianissimi A Violet Pine e ha diverse cose interessanti. Innanzitutto l’atmosfera: bella piena, che dà personalità al disco, così da farlo apparire un blocco compatto.


    "GIRL" (2013 Seahorse Recordings)

    HEAVYWORLDS.COM

    http://www.heavyworlds.com/site/index.php/reviews/item/10528-a-violet-pine-girl                                                      
    Il trio bergamasco A Violet Pine mescola post-rock ed elettronica con velate atmosfere new wave, un genere che loro stessi definiscono Post-Rock, Shoegaze. Questo loro primo album “Girl”, si presenta come un progetto sicuramente molto originale, che risulterà gradito ai fans più incalliti di The Cure, Morphine, Massive Attack e Radiohead..

    NERDSATTACK
    Il primo dei tre botti della serata arriva invece con gli A Violet Pine, scuderia Seahorse Recordings. Mostruosi. Shoegaze e post-rock fusi assieme, ecco la codifica del suono di questo trio. Purtroppo causa i ritardi per la paura della pioggia tutto è slittato e hanno potuto suonare solo una ventina di minuti. Che io non dimentico. Soprattutto nell’ultimo brano dove il dolce frastuono riversato all’infinito sull’ancora poco pubblico presente è stato struggente. Pollice altissimo.

    ROCK-METAL-ESSENCE

    http://www.rock-metal-essence.com/2014/08/a-violet-pine-girl-recensione.html
    Antico e contemporaneo si mescolano qui assieme, come in un incontro-scontro tra Pink Floyd e Massive Attack, portando alla creazione di una musica intima, dal tratto rilassante e serale, di certo non facilissima da digerire per ogni tipo di ascoltatore.

    RELICS-CONTROSUONI

    http://avioletpine.blogspot.it/2014/07/la-recensione-di-girl-su-relics.html
    Gli A Violet Pine sono semplicemente incatalogabili, elettronici sicuramente, dediti al culto del synth, ma incatalogabili. La musica di questi tre ragazzi (Beppe Procida, Paolo Ormas e Pasquale Ragnatela) è talmente avvolgente, decadentemente avvolgente, che lasciarsi distrarre da giudizi di colore, valore, genere, sarebbe un delitto.

    INDIPERCUI

    http://indiepercui.altervista.org/violet-pine-girl-seahorse-recording/
    Un disco ricco di vibrazioni e soprattutto d’atmosfera che regala un incedere sincopato che corteggia e racchiude dei piccoli diamanti quasi colpevoli di possedere una bellezza sfavillante.

    PERKELE

    http://www.perkele.it/index.asp?pag=recensioni2&id=4012
    La nuova "ragazza" del "pino viola" ha la pelle morbida e movenze sensuali.
    Onore al merito ai A Violet Pine che, senza lasciarsi sviare dalle pesanti influenze, hanno realizzato un disco di spessore dalle qualità indiscusse. Buona la prima!


    MESCALINA.IT

    http://www.mescalina.it/musica/recensioni/a-violet-pine-girl#
    Girl, l`album di debutto di questo progetto, è una combinazione di esperienze destabilizzanti nel vedo e non vedo, è una caduta rallentata all’indietro, un’ arresa alla risposta. Cerchi di fumo in piccoli ambienti, volti bianchi smagriti da un inverno infinito, luci e ombre del tramonto che filtrano tra le persiane e lunghe attese dilatate da un suono liquido, deforme, plasmabile. Una Puglia che non ti aspettavi.

    HATETV.IT
    http://www.hatetv.it/articoli_detail.php?ID=2276
    Pop Song For Nice People ha un ritornello che dalla testa non esce più....Girl riporta echi di Morphine.Dissonanze a alienazione: canzone perfetta. Pathetic con i Morphine scaraventati nel futuro. L'album è tutto così e il vertice è Family, scarna, vuota e devota a Mark Linkous. Questa è una grande band, punto.


    KDCOBAIN.IT
    http://www.kdcobain.it/tutte-le-recensioni/687-a-violet-pine--girl-recensione-.html

    “Girl” è un album oscuro, ipnotico, un lavoro nel quale trip-hop, new wave, synth pop si infettano a vicenda, creando un sound inquietante, ma allo stesso tempo irresisitibile.

    IMPATTO SONORO

    http://www.impattosonoro.it/2013/12/09/recensioni/a-violet-pine-girl/
    Eleganza, intimità, minimalismo. Queste sono le immediate(e piacevoli) sensazioni provate ad un primissimo e fugace approccio a "Girl", esordio del terzetto composto da Beppe Procida, Paolo Ormas e Pasquale Ragnatela. E l'impressione di aver(finalmente) di fronte qualcosa di particolare e peculiare risulta confermata ascolto dopo ascolto, traccia dopo traccia da sonorità garbate, avvolgenti e ricercate a base di dub, trip hop, new wave e prog rock, con nessuna che però prevale sull'altra e con il tutto ben amalgamato anche grazie a rimandi stilosi e prettamente esterofili quali Massive Attack, Radiohead e Depeche Mode.

    LA CADUTA

    http://lacaduta.tumblr.com/post/68168285857/recensione-a-violet-pine-girl
    Un “pino viola” tra ballad ed elettronica. Qui si collocano gli A Violet Pine, complesso del sud Italia (Barletta), nato nel 2010 e giunto presto all’attenzione di gran parte della critica musicale. 

    MUSIC ON TNT

    http://www.music-on-tnt.com/recensioni/articolo.php?id_articolo=1420
    Combo artistico definito attorno agli ideali creativi di abili musicisti, bravi ad interpretare le proprie illusorie narrazioni, attraverso strutture marcatamente trip hop-new wave.

    DISTORSIONI

    http://www.distorsioni.net/rubriche/fermoposta/fermoposta-it/girl
    E tra lievi reiterate percussioni, leggeri tocchi di pianoforte, eterei arpeggi chitarristici si crea un modus personale e particolare che vede in Girl,canzone che titola l’album, una delle cose più belle, insieme al brano che apre il disco Pathetic e a Fragile che sferza il suo finale con ondate sintetiche che sfumano nel nulla. 

    RAW & WILD
    http://www.rawandwild.com/review/review.php?id=A+Violet+Pine

    Un album fondamentalmente umorale che tende al chiaroscuro e alle sfumature che ne comporta, distinguendosi così dal più classico trip-hop che tende di solito a rallentare le melodie nel tentativo di creare un sound cupo e pesante. Che poi si tratti di new wave piuttosto che di trip-hop, più elettronica e meno post-rock è difficile da stabilire, c’è di fatto che lo stile compositivo degli A Violet Pine è riconducibile solo agli A Violet Pine e alla buona musica che hanno masticato e a cui si sono ispirati.

    ROCKERILLA

    Trio italiano al debutto che mescola post-rock, trip-hop e tetre atmosfere dark wave, il tutto espresso tramite l'idioma anglofono. Gelide atmosfere sospese in un livido spleen esistenziale si posano sulle tracce suonate dalla band, che mostra di sapersi destreggiare in un nomade eclettismo.

    DISCOTECA.IT

    http://discoteca.it/articoli/10-09-2013/girl-l-album-d-esordio-dei-violet-pine
    Talora accade che un album sfugga ad una precisa classificazione, “accorpando” diverse influenze musicali. “Girl”, con cui hanno esordito i Violet Pine, è uno di questi album, che fa delle mescolanze di generi differenti e della sperimentazione il suo leit motiv.

    BASSA FEDELTA'

    http://www.bassafedelta.it/democrazia/d8.php
    "Un disco inquietante e pericoloso, come ogni sofferto atto - o tentativo - di verità."

    SHIVERWEBZINE 

    http://www.shiverwebzine.com/2013/08/01/a-violet-pine-girl-2013-seahorse-recordings/
    "A Violet Pine è un progetto tutto italiano che nasce dalle precedenti esperienze di Beppe Procida, Paolo Ormas e Pasquale Ragnatela e tra varie contaminazioni arrivano all’esordio con il primo disco intitolato Girl; un disco “corrosivo” per la mente con una voce che sussurra e inquieta tra tappeti di synth e linee di basso."

    Irradia.it

    http://www.irradia.it/news/a-violet-pine-girl-la-recensione.html
    “Girl” (uscito per la Seahorse Recordings), è una sorta di grande contenitore in cui i nostri tre musicisti sfogano le loro idee e le loro tensioni trasformandole in suoni e suggestioni musicali per 45 minuti dove regnano atmosfere sognanti, suoni sintetici, rumori e chitarre.

    LOUDVISION

    http://www.loudvision.it/musica-dischi-a-violet-pine-girl--6462.html
    Prima dell'ascolto portatevi una mappa, anche vaga, dell'interno della vostra anima. Vi servirà: i fantasmi di "Family", "Fragile" e "Pathetic" hanno intuizioni alienanti che stanno per farvi dubitare di essere ancora dentro voi stessi. Chitarre levigate, synth lisergici, bassi dub e trip hop: tutto scompare addentrandosi in queste psichedelie al rallentatore, che trasformano singoli battiti cardiaci in eventi tutt'altro che scontati, e rendono alle emozioni l'antico ruolo di epifanie improvvise di sé. Non privatevene. Otto e mezzo.

    ROCKSHOCK

    http://www.rockshock.it/recensione-a-violet-pine-girl/?utm_source=facebook.com&awesm=fbshare.me_p43C&utm_content=fbshare-js-large&utm_campaign=&utm_medium=fbshare.me-facebook-post
    ..A Violet Pine, piacevole sorpresa..col loro recente Girl, un bel misto di elettronica e post-rock. Ancor più affascinante è il modo in cui questa band è capace di spiazzarti canzone dopo canzone, ascolto dopo ascolto. Nelle dieci tracce di Girl avrete modo di trarne voi stessi il vero valore.


    MELODICAMENTE
    A volte capitano tra le mani dei dischi molto particolari, che non hanno catalogazione ma che si muovono in varie direzioni musicali senza una etichetta precisa, quasi come mostri che si dimenano in una gabbia troppo piccola per loro. “Girl“, il disco di esordio degli A Violet Pine, ricorda questa immagine.

    ROCKAMBULA

    http://www.rockambula.com/a-violet-pine-girl/
    Dal primo all’ultimo pezzo. da “Pathetic” a “Pop Song For Nice People”, l’esordio discografico Girl dei Violet Pine è un mondo totalmente obliquo, da leggere in virtù della libertà espressiva e della bellezza amniotica che porta dentro i suoi panni sonori. Difficilmente da collocare dal punto di vista dei rimandi iconografici – se non per quella vena sottomessa alla Autechre, Mogwai – il disco è un’apnea in ambienti liquidi che hanno la potenza/virtù di creare interazioni differenti, differenti nel calibro e nella trasposizione alternativa per nostalgie e carezze sintetiche.

    AUDIOFOLLIA

    http://audiofollia.blogspot.it/2013/06/a-violet-pinenessuna-barriera-per-il.html
    A Violet Pine: un nome che vi conviene segnare e tenere d'occhio, ma soprattutto "ascoltare".
    Che ci crediate o no, il nuovo rock è anche questo: e la band dimostra di scrivere pagine assolutamente innovative e molto particolari, che rapiscono e colpiscono, rilassano e fanno sanguinare, sognanti e tese, immaginarie e reali.....tutto questo è la musica degli A Violet Pine....bella e interessante; non perdetevela.

    MUSIC CLUB
    http://www.musicclub.eu/giornale/2013-06/recensioni/a-violet-pine-girl

    Disco d’esordio per il power trio pugliese degli A Violet Pine, composto da Beppe Procida, Paolo Ormas e Pasquale Ragnatea. Molto curiosa la proposta musicale della band, che dal vivo rimane saldamente ancorata ad una classica struttura rock (chitarra-basso-batteria), crea un magma elettrico-emotivo assolutamente originale, per un sound dotato di propria definita identità che sfugge da ogni possibile categorizzazione. Di fatto, il sound espresso dal disco è una fusione di melodie grunge, ritmi trip-hop e sovrapposizioni elettroniche, con un sottofondo dalle velate atmosfere new wave. I testi, in inglese, raccontano esperienze e sensazioni di vari protagonisti illusori che palano sempre in prima persona.

    RAGAZZA MODERNA 

    "Spettacolare debutto per questa band nostrana che raccoglie il meglio dell'eredità grunge per filtrarla tramite una sensibilità quasi dark, fatta di echi new wave e atmosfere squisitamente anglosassoni. Arricchito da tessiture elettroniche e vibrazioni sotteranee, Girl si candida per entrare nella Top Ten del 2013."

    RUMORE

    "Everyone you loose/You meet again in dreams" recita sommessamente la strofa finale di "And then": è proprio in questa dimensione indefinita(e indefinibile) che regola l'interazione tra realtà e sogno, tra concretezza terrena e onirica sfuggevolezza, tra perdita e rinascita, che si dipana tutta l'evoluzione sonora di Girl, esordio dei Violet Pine."

    GLAMOUR
    "Sintetizzatori, suoni trip hop, un pizzico di grunge. Sono questi gli ingredienti della ricetta musicale italianissima(anche se i testi sono in inglese) di Girl, l'album nato dalla mente di Beppe Procida. Pezzo consigliato: Fragile, per chi apprezza l'elettronica, ma di matrice rock."


    IThinkmagazine
    http://www.ithinkmagazine.it/musica/6649-artista-del-mese-a-violet-pine.html

    Girl (uscito per la Seahorse Recordings), lavoro di esordio del trio barlettano A Violet Pine, è un vero e proprio trip emotivo - onirico raccontato e condiviso con l'ascoltatore attraverso suoni e suggestioni musicali. Un percorso lungo circa quarantacinque minuti, intriso di sussurri, inquietudini, mistero, atmosfere dreamy, effetti, suoni sintetici, noises, miscele di elettronica, unita all'uso di chitarre.

    MAGMUSIC 

    http://www.magmusic.it/2013/04/18/a-violet-pine-girl/
    Un’attesa eclissi tra mondi differenti, consistente nel connubio tra sani riff di chitarra e le molteplici facce della dimensione elettronica, il tutto nella perenne sottigliezza. Una qualità molto cara ai tre che stanno dietro gli A Violet Pine, fautori di un esordio come questo “Girl“, dove a predominare è il sogno, il fascino della perdizione, l’entrata nella psiche umana, la conoscenza dei suoi desideri tradotta in musica.