lunedì 23 maggio 2016

Week end live a Bisceglie e Bari

Dopo gli ottimi riscontri ricevuti per l'album "Turtles" e la sua appendice "Remixes" uscita a Marzo per T.a. Rock Records, il ritorno live della band.
Per chi apprezza il post-rock con influenze dark wave e una spruzzata di elettronica.
Sabato 28 Maggio Nice Up - Music Bar, Bisceglie
Domenica 29 Maggio Cabaret Voltaire 1916, Bari 








giovedì 19 maggio 2016

Nuova recensione sul portale stoner Perkele.it

"Turtles", si presenta con una veste nero pece dove l'ambiente scelto per esercitare la propria scrittura creativa è tappezzato di icone dark wave e ha l'odore acre di certe bettole post metal dove si allungano figure attoriali lente e tenebrose. 
Un album solido, costruito intorno alle intuizioni chitarristiche ed inspessito dal magma di una sezione ritmica degno di Cure e Sisters of Mercy. Un amico strano, sinistro, quasi antipatico ma che alla fine ci cattura sempre. 
http://www.perkele.it/index.asp?pag=recensioni2&id=4135

venerdì 22 aprile 2016

Nuova recensione per "Turtles" from Usa dal blog Musoscribe

Some very industrial sonic textures form the basis of this post-rock outing from the Italian trio. But don’t let that scare you off; the group’s original music is full of hooks and riffs that will hold your attention. Paolo Ormas‘ drums sometimes evoke mental images of the click-clack of a wooden roller coaster being drawn inexorably up a hill; the tension builds in these songs, and there’s a hypnotic undercurrent to all nine tunes. Splashes of electronic sounds are expertly placed into the arrangement in a way that adds intriguing texture to the songs. This one’s definitely worth your time.
http://blog.musoscribe.com/index.p…/…/04/22/five-quick-ones/

martedì 19 aprile 2016

TURTLES recensito su Darkroom Magazine

A VIOLET PINE
"Turtles"
(T.a. Rock Records)
Time: CD (38:28)
Rating : 7
Secondo lavoro in studio per questo terzetto lombardo che annovera al suo interno membri già navigati provenienti da diverse formazioni (Ablepsya, Orient Express, Vipida), reduci da un interessante esordio come "Girl", maggiormente incentrato su sonorità trip-hop e minimal-elettroniche con qualche sbavatura post-rock di contorno. Opera melanconica e chiaroscurale, l'esordio sulla lunga durata si poneva come una prima metà del manifesto sonoro degli A Violet Pine, che trova in "Turtles", secondo full-length uscito per l'etichetta indipendente di Trani T.a. Rock Records lo scorso settembre, nuovo terreno fertile nel quale attecchire e ramificarsi in uno stilema in precedenza soltanto accennato e passato in sordina tra minimalismi elettronici e ritmati soliloqui emozionali. Album più dilatato ed atmosferico, "Turtles" viaggia principalmente su malinconiche ed ipnotiche pennellate chitarristiche prettamente influenzate dal post-rock di matrice italica (Giardini Di Mirò, Massimo Volume), un'attitudine alternative rock decisamente depressiva e vocalismi caldi ed emozionali. Ne sono un esempio pezzi come la title-track o la successiva "Last Year", accoppiata post-rock minimalista vorticosa e depressiva, o prove più brevi e ruvidamente psichedeliche come "Have Fun" e "Lucky When I'm Wrong", alle quali si aggiungono scelte stilistiche di vario genere all'interno delle restanti tracce. Basta pensare agli inserti elettronici e al crescendo noise della intro "The Game" o alle malinconie new wave del singolo "New Gloves". Nel complesso l'album viaggia lineare dentro ad un crepuscolo musicale avvolgente e tristemente efficace, per un concept sonico ben rappresentato nella copertina ad opera di Alessandra Antonucci riportante un carro trainato da un cavallo che fende un mare grigio e calmo, come le composizioni della triade lombarda che solcano e fendono un'oscura e generale attitudine dai contorni tristi, smuovendone il piatto ed infinito sembiante attraverso cristallini vortici post-rock assieme ad una ritmica collosa ed attufata che ne increspa la superficie.
Lorenzo Nobili

venerdì 15 aprile 2016

Studio live session

A VIOLET PINE studio live session
Tracklist from the album "Turtles" (T.A. Rock Records, 2015)

Turtles 00.00
Last Years 05.04
The Game 09.41

Filmed at NewBorn Studio (Barletta, Italy) By Rumax Filmakers

Recorded and mixed at NewBorn Studio (Barletta, Italy) by Ruggiero Balzano

“Turtles”: il secondo lp degli A Violet Pine si fa in due con un’edizione di remix

A Violet Pine – Turtles
Gli A Violet Pine sono un trio pugliese che ricorderete già per il disco d’esordio,Girl, di cui vi avevamo parlato un paio d’anni fa, scegliendoli tra l’altro come “artisti del mese” nel numero di Maggio 2013 della nostra rivista mensile (qui:http://www.ithinkmagazine.it/recensione-a-violet-pine-girl/).
Adesso i tre rocker sono tornati con un album ancora più maturo rispetto all’ancora acerbo precedente, che spazia verso nuove sonorità. Questo è Turtles, il secondo lavoro del combo barlettano, che si muove tra post-rock, new wave e azzeccati inserti noise-grunge, con massicce dosi di elettronica. Turtles è un disco meno sperimentale di Girl e sembra che la band abbia ben chiara la direzione da intraprendere in maniera diretta e graffiante, benché sempre orecchiabile.
Liberamente ispirati dai prolifici anni ’80, ma dalla scena più dark, con un sound che rievoca grandi band come The CureSoft CellRadiohead e Pink Floyd, gli A Violet Pine riescono ad imprimere tratti caratterizzanti nelle loro composizioni.
The Game apre l’album con un incedere lento ed inquietante con voci soffuse e compresse che lasciano spazio ad un ritornello più melodico ed arioso per poi sfociare in un finale carico e distorto. Un basso carico, in pieno stile new-wave apre New Gloves, il brano migliore di tutto il lotto nonché primo singolo, con un bel video estratto. La ritmica prende il sopravvento creando un pezzo potente e robusto con una musicalità ed una voce che a tratti ricordano mostri sacri come i Joy Division. Anche la title-track,Turtles, parte con un basso molto carico a cui si aggiungono tastiere, chitarre e cori allungati per chiudere con una splendida atmosfera prog. Bright scorre invece in maniera dolce, quasi come una ballad, con una prima parte minimalista che funge da preambolo alla melodica e più carica conclusione.
Chiudono l’album The Moon Has Been Turned Off e Why?. Mentre la prima presenta un struttura più classica, alternando strofa e ritornello e risultando complessivamente uno dei brani più orecchiabili e di facile ascolto dell’intero album, con Why? entriamo invece in una spirale onirica, che ci conduce dolcemente verso la fine del disco.
Turtles è insomma un disco compatto, dove si contraddistingue la tecnica dei musicisti ed una buona qualità di registrazione. A differenza del predecessore i brani si attengono in maniera più stretta al genere, risultando più collegati e amalgamati, benché a volte (unica pecca) un po’ troppo simili tra loro. Un disco comunque consigliato, soprattutto ai nostalgici del genere.
A Violet Pine – Turtles (Remix)
Questo secondo album degli A Violet Pine ha presentato una bella sorpresa: pochi mesi dopo l’uscita, infatti, i tre hanno dato alle stampe una nuova versione del disco completamente remixata. Di certo non si tratta di un semplice album di remix ma un vero e proprio smantellamento e trasformazione di ben otto tracce (sette considerando il doppio remix di Why?) con l’aiuto di vari dj e producer verso confini più dubstep e industrial. 
Ne risultano dei brani freschi e nuovi, difficilmente riconducibili ai loro omonimi originali e in cui, paradossalmente, la voce viene portata in primo piano, risultando ancora più godibile rispetto al disco originale, grazie anche all’ausilio degli effetti vocali molto particolari.
Nei brani permea quell’oscurità industrial riconducibile a pionieri del genere come i Nine Inch Nails e il risultato è ottimo e più variegato rispetto all’“originale”.
Bella sorpresa!
Qui c’è la pagina facebook della band: https://www.facebook.com/avioletpinemusic/
Qui il video di New Gloveshttp://www.youtube.com/watch?v=xaKkawiJTSY
NICOLA LOTTI

venerdì 25 marzo 2016

Ancora recensioni per "Turtles" a sei mesi dalla sua uscita, questa volta sulla webzine Musicmap.it

A VIOLET PINE  "Turtles" http://www.musicmap.it/recdischi/ordinaperr.asp?id=4687
   (2016 )
Idealmente avvolti in una nube sulfurea che ne ammanta il suono di ossianica ieraticità, a due anni dal precedente “Girl” il trio A Violet Pine pubblica su etichetta T.a. Rock Records “Turtles”, nove tracce in cui convivono languori wave ed echi spettrali, disco gentile solo screziato da stratificate suggestioni elettriche, figlio di un’anima oscura e goticheggiante, di rigurgiti electro (“Bright”, dalla scrittura intensa ed avvolgente), di inserti rumoristici disseminati ad arte (la saturazione in crescendo dell’iniziale “The game”). Disco elegante incupito da una patina di tetraggine mai opprimente – echi degli ultimi Lycia sono udibili ovunque -, contrappuntato da iniezioni di contemporaneità che lo avvicinano da un lato alle digressioni dilatate dei Cure (ad esempio nella sfuggente melanconia della pregevole ballata dimessa di “Why?”, impreziosita da un delizioso dialogo tra pianoforte e modulazione effettata di chitarra), dall’altro alle nebbie sciamaniche dei Fields Of The Nephilim, innervando di una sottile mestizia brani squadrati da una ritmica metronomica e resi traslucidi dall’ampiezza delle armonie, “Turtles” dispensa abilmente tonalità minori ed incedere cadenzato, fra mid-tempo à la Mission (“Lucky when I’m wrong”), melodie crepuscolari (“Last year”, fra Low e Church, ma con chiusura elettrica degna dei fratelli Reid) e variazioni minimali apportate al tema (bello il ricamo percussivo sul finale di “The moon has been turned off”). Lavoro intrigante sotto molteplici aspetti, non ultimo il timbro profondo di Giuseppe Procida, efficace sia in spoglia nudità sia celato da coltri strumentali, “Turtles” presenta una band la cui cifra stilistica potrebbe risultare forse ulteriormente accresciuta da una maggiore varietà di scrittura, tale da stemperare un andamento dei brani talora tendente al monocorde. In rapporto alla qualità dell’album, decisamente un’inezia. (Manuel Maverna)

mercoledì 16 marzo 2016

Turtles Remixes, nuova uscita su T.a. Rock Records

Dopo 6 mesi dall'uscita di Turtles, il secondo Album degli A Violet Pine, laT.a. Rock Records pubblica una collezione di 8 remixes realizzati da vari producers Italiani: GiaGGioMYERSormeye, Ostinat, NarrowDeckardche è anche il produttore del disco e gli stessi A Violet Pine che rivisitano la title track Turtles.
Da queste versioni alternative vengono fuori mondi musicali lontani dai pezzi originali che le hanno ispirate, si creano nuove suggestioni oscure ed improvvise virate verso la luce dell'energia del dance floor. Le influenze electronic, dark ambient, EBM, dubstep, industrial si intersecano sulle sonorità shoegaze dei brani registrati dalla band, di cui spesso restano solo le voci. Un disco multiforme, a volte aspro e spigoloso altre volte morbido e di atmosfera, che per mano dei remixers, offre un punto di vista “elettronico integralista” allargando ancor di più la percezione già di per sé ampia della musicalità del trio.

Trani, Italy, march 15, 2016: six months after the release of Turtles, A Violet Pine’s second album, T.a. Rock Records has published a collection of 8 remixes by various Italian producers: GiaGGioMYERSormeye, Ostinat, Narrow and Deckard, who is also the producer of the album, the track Turtles has been revisited by A Violet Pine themselves. These alternative versions produce musical worlds far removed from the original pieces which were the initial inspiration, creating new obscure “suggestions” and sudden turns towards the light.

Where the beat exudes energy of the dance floor. The electronic influence, dark ambient, EBM, dubstep and industrial intersect on the “shoegaze” sounds of the tracks registered by the band, while everything is turned upside only the vocal tracks remains unchanged. A multiform disc, sometimes hard and edgy and other times soft and atmospheric, which at the hands of the remixers, offers an “integralist electronic” point of view ever widening the perception of the trio’s own musicality.

domenica 13 marzo 2016

Il brano THE GAME - da Turtles - nella colonna sonora del documentario MICROPÀLV, al Cinema Opera di Barletta Lunedì 14 Marzo

MICROPÀLV è un documentario prodotto, ideato, diretto ed ed editato da Alfredo Melidoro. 
Lunedi' 14 Marzo presso CINEMA OPERA - Barletta
Colonna sonora A Violet Pine
Sui tanti problemi dell'inquinamento a Barletta vogliamo risposte concrete e soluzioni efficaci.
Non siamo più cittadini in silenzio asserviti e ignoranti, siamo cresciuti.

mercoledì 9 marzo 2016

Nuova intervista su Urbanweek

Best New: A Violet Pine


Gli A Violet Pine, band composta da Giuseppe Procida, Luca Ormas e Paolo Ormas, mescolano post-rock, trip-hop ed elettronica su un sottofondo che richiama atmosfere new wave. In questa intervista ci raccontano del loro ultimo album, Turtles , e del loro personale modo di guardare alla musica. Buona lettura!
A due anni di distanza da Girl, nel settembre 2015 è uscito il vostro ultimo lavoro, Turtles: cosa c’è di nuovo e cosa, invece, è rimasto simile rispetto al passato?
Di nuovo c’è sicuramente una maggiore consapevolezza della band soprattutto dal vivo. Abbiamo cercato di portare l’esperienza dei concerti in studio, molto importante è stato l’apporto del nostro produttore Beppe “Deckard “ Massara della T.a.Rock Records. Ne siamo felici perché Turtles ci rappresenta al 100%.
Quali personali esperienze musicali si fondono nei A Violet Pine?
Tante sono le esperienze che confluiscono nel progetto  perché pur essendo nati solo nel 2010 come band ci conosciamo da parecchio tempo anche se suonavamo in band diverse. Un punto in comune è l’approccio per tutto ciò che sia “emozionale” che si chiami new wave, shoegaze o post rock che sono solo alcune delle nostre passioni musicali.
Di cosa parlano le vostre nuove tracce? Ci sono tematiche a cui siete affezionati o tutto dipende dall’ispirazione del momento?
Ci piace confrontarci con il quotidiano e difficilmente ce ne discostiamo. A volte i testi sono vere e proprie storie con personaggi un po’ sopra le righe. Altre volte si tratta di esperienze personali che ci sono capitate o sensazioni vissute; non siamo molto a nostro agio nel parlare di politica o tematiche sociali. Non lo escludiamo per futuri brani.
Da un punto di vista prettamente musicale, anche se le etichette sono sempre fastidiose, come definireste le vostre sonorità? E quali sono gli ascolti che hanno influenzato il vostro percorso artistico?
Come abbiamo accennato siamo molto legati ad un certo filone anni ’90; la scena di Seattle, il primo post-rock, il trip-hop & il periodo più “chitarroso” dei Cure. Ultimamente stiamo scoprendo molte affinità con la scena dark-gothic e tutto ciò che è legato a certe tematiche oscure.
Come valutate la scena musicale italiana e in che modo la vostra esperienza si inserisce all’interno di essa?
Siamo un po’ fuori da quei circuiti cosiddetti “indie” o ufficiali, forse perché la nostra proposta non è molto alla moda e non scriviamo canzoni in italiano. Tuttavia non possiamo che essere felici se alcuni nomi come il Teatro degli Orrori o altre band “rumorose” stiano riscuotendo un discreto successo. Il problema rimane quello della sovraproposta rispetto a quelli che sono gli spazi. Dal nostro punto di vista è fondamentale trovare la propria nicchia e delle orecchie che siano avvezze a certe sonorità meno convenzionali.
Dove potremo sentirvi live?
Stiamo portando un po’ giro Turtles, le prossime tre tappe sono a Taranto -sabato 27 febbraio al Gabba Gabba Rock club, poi ci spostiamo in Lombardia a Marzo per la doppietta venerdì 4 al pub Impronta Birraia di Milano e il giorno successivo sabato 5 marzo a Cassano D’Adda presso l’associazione ESCO. I live successivi arriveranno con la primavera.

A cura di Laura De Angelis